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ESPERIENZE DI VOLO: Il cumulo nembo minuto per minuto: ...meteorologia pratica |
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Salire ad ampie spirali in un + 1 costante, in mezzo ad una pioggerella fine e, sotto, vedere un tenue arcobaleno fare da cornice all'atterraggio del Brughetto, è molto più di una bella sensazione. Il tempo di impugnare la macchina fotografica e l'arcobaleno è sparito! Guardando in alto, mi appare meno lirica l'estesa cappa scura che sovrasta tutta la zona a sud del Lago di Como e mi dirigo quindi verso la pianura ancora soleggiata. L'ascendenza diventa un po' più sostenuta e, più per riflesso condizionato che per scelta, inclino l'ala e comincio a salire in un + 3 dolcissimo in perfetto relax, nonostante sia a bassa nube a 1500 metri di quota. "Faccio ancora un giro e poi esco al sole" penso, e la spinta verticale aumenta ancora.
"Adesso esco" e tiro la speedbar alle ginocchia, direzione 220 gradi bussola.
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Il Traino di deltaplano con velivolo ulm |
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Obiettivo: insegnare in sicurezza, rilanciare il deltaplano

Lo sviluppo di una tecnica, la razionalizzazione di un metodo, la risoluzione in definitiva di un problema, nascono sempre da un’inadeguatezza che ti spinge a chiederti: possibile che non si riesca a fare meglio?
Questa domanda si riproponeva tutte le volte che scendevamo in macchina dalla montagna dopo avere rimandato per l’ennesima volta le lezioni di volo a causa della direzione e dell’intensità del vento non ottimali o per la condensazione troppo bassa che impediva il volo in sicurezza.
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Il volo con il parapendio è una disciplina recente. Tuttavia è già possibile parlare di "storia".
Apparso come "parente povero" del deltaplano e snobbato al suo esordio dagli stessi piloti di delta, il parapendio ha conosciuto un'evoluzione tecnica rapidissima.
Nel 1986 le vele non erano molto diverse dai paracadute e anche i materiali utilizzati per la loro costruzione erano quasi gli stessi. I cordini del fascio funicolare erano di nylon, ma le caratteristiche di elasticità di questo materiale presentavano dei problemi in assetto di volo. L'allungamento delle funi causava una nuova configurazione che veniva chiamata "stallo paracadutale". Si trattava di una situazione in cui il parapendio assumeva una traiettoria di volo quasi verticale (6-8 metri al secondo di caduta).
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TECNICHE DI DISCESA RAPIDA COL PARAPENDIO:
dieci domande a due esperti sulla efficacia delle varie tecniche di "discesa rapida"
Per quanto lo scopo principale del volo sia salire e restare in aria il più a lungo possibile, a volte diventa necessario scendere e anche in fretta. Sì, ma come? DI ENZO BOSCHI
Intervista a Graziano Maffi e Michel Nesler su VOLARE SPORT n° 157 Gennaio 1997
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Quale parapendio? Quale selletta? |
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Il problema dell'attrezzatura
L’esperienza nata dall’osservazione dei problemi di sicurezza sorti nelle scuole di volo libero ci ha insegnato a prendere in massima considerazione le diverse caratteristiche di pilotaggio tra una vela e un’altra e i diversi tipi di selletta sul mercato: alcune vele hanno necessità di un pilotaggio delicato perché sono reattive e sentono di più la turbolenza; altre sono più ferme, meno sensibili, ma più stabili. Alcune sellette hanno gli attacchi bassi con la conseguenza che i freni del parapendio risultano più lunghi e meno efficaci; altre hanno gli attacchi alti e ci si trova con i freni corti col pericolo di andare in stallo senza accorgersene..ecc..
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