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In primavera ricominciano le competizioni di deltaplano, e il fisico
del pilota non professionista, appena uscito dal letargo termico
invernale, non si è ancora riabituato alle tre quattro ore di volo
d'ogni manche. Perciò i primi due giorni è normale atterrare con un mal
di braccia e spalle esagerato.
Poi si riprende il ritmo e si ridiventa macchine da
termica macina chilometri… non tutti ovviamente, solo i top pilots… gli
altri si tengono solo il mal di braccia.
Una parte dei piloti, quelli che in genere ogni anno si classificano
dal 30° posto in avanti, potrebbe essere iscritta a pieno diritto nel
simpaticissimo Club emiliano "MAI UNA GIOIA - hang gliding team", ma
allo stesso tempo, questi fanti sono da considerare i più meritevoli
per la loro costanza, per il loro non perdersi d'animo nonostante la
scarsità dei risultati e l'abbondanza dei buchi, per la loro
partecipazione che, in effetti, rende possibile il trionfo ai primi.
Che ne sarebbe dei bravi se non ci fossero gli scarsi? Che merito e che
gioia ci sarebbero arrivando in meta, se non ci fosse chi buca o chi
arriva dopo? Che valore avrebbe lo splendore della luce se non ci
fossero le tenebre?…Onnipresente Dualità…anche nel Volo Libero.
Penso sia giusta l'occasione per tributare finalmente un doverosissimo
riconoscimento al "Pilota Sfigato", colui che rende possibili le
competizioni e che sostiene sulle sue braccia il peso dei primi in
classifica.
Voglio rilevare che il tono di questo riconoscimento è tutt'altro che
burlesco, ma intriso di profondo rispetto e comprensione, se non altro
per aver fatto parte personalmente innumerevoli volte del Club citato.
E che cosa resta al pilota di bassa classifica oltre alla
consapevolezza di essere la struttura portante del sistema della
competizione?
Resta l'incrollabile Speranza di entrare un giorno a far parte dei
magici Top-Ten, oppure, in luce più modesta, di piazzarsi bene in
qualche gara magari regionale o rionale (non dico vincerla), per essere
finalmente consacrato "pilota manico" offerto alla perpetua venerazione
dei "piloti polli" del proprio club.
Penso però sia più facile, divertente e soprattutto meno impegnativo,
volare in competizione solo per il gusto di volare, di riuscire e
completare un percorso, di migliorarsi, senza valutare sempre il
proprio valore e il proprio successo in relazione agli altri.
Salire più in alto del tempo (d'arrivo in meta) e dello spazio (Km. percorsi) è il modo più divertente di volare.
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